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Agosto 2010
La bombarda
Tino Parisi






Una delle tecniche più divertenti e semplici x passare le nostre giornate estive (e non solo estive) è la bombarda,cercherò di approfondire per quanto possibile l’argomento,iniziando con la trattazione delle attrezzature.Per praticare la pesca con la bombarda,in mare,possiamo usare qualsiasi canna dalla lunghezza compresa tra 4 e 5 metri,in grado di lanciare realmente 40-50 gr e che abbia un’azione parabolica progressiva e una certa prontezza di risposta,che ci favorirà nel lancio e nel combattimento con le prede,che non sempre sono da pochi etti,come erroneamente si crede.Resta comunque il fatto che,un attrezzo dedicato e nato per effettuare tale tecnica sarà sicuramente superiore,nell’azione di pesca,di uno adattato.Prestate attenzione all’effettiva potenza dell’attrezzo quando lo acquisterete e tenete comunque presente che nessuna canna da bombarda può lanciare i 100 gr magari scritti sul fusto.Passiamo adesso a parlare del mulinello.Può andare bene qualunque mulinello,nella misura da 1500 a 4000.Possiamo sceglierlo a frizione anteriore o posteriore a seconda dei gusti,basta che sìa efficace,fluida e senza impuntamenti,che abbia una buona fluidità di rotazione ed un ottimo imbobinamento,cosa molto importante in questa tecnica.Tenete presente che la tecnica prevede un azione molto attiva,con una serie infinita di lanci e recuperi per ogni sessione di pesca,come nello spinning,quindi la qualità del mulinello è fondamentale.Riguardo al lancio,vi ricordo che un mulinello con una bobina grande e conica ci aiuterà nel lancio.Personalmente uso un 4000,per la precisione un super 4000 gt-ra,nella cui bobina ho realizzato un fondo di lenza al fine di ridurne la capacità fino a circa 150 metri di 0.20,quindi con circa 50 metri di filo fuori,l’angolo formato tra filo e bordo non genera un attrito esagerato.Riguardo al filo da imbobinare,consiglio di riempire la bobina con un buon 0.20,che a seconda della necessita,può scendere fino allo 0.16 o salire fino allo 0.22-25.Niente vieta di imbobinare un filo fine e realizzare uno shock leader,al fine di guadagnare metri.Alla fine del nostro filo,una volta inserita la bombarda(magari con l‘apposito ago infila bombarde),metteremo un pezzo di tubicino,come paracolpi a protezione del nodo e di seguito un ottima girella tripla,al fine di scaricare perfettamente le torsioni,che in questa tecnica sono abbastanza importanti.Alla girella,legheremo il nostro finale,composto da 2-3 metri di ottimo monofilo di diametro compreso tra 0.12 e 0.20,a seconda del pesce che vorremo insidiare.In certi casi si arriva a terminali anche dello 0.25.Possiamo usare sia nylon che fluorocarbon,dipende dai gusti personali.Come amo,va benissimo un bel crystal,molto appuntito,la cui misura dipenderà dall’esca utilizzata.
Adesso parleremo dell’oggetto che rappresenta il cuore di questa tecnica,oltre a darle il nome:la bombarda.La bombarda altro non è che un ogiva realizzata in materiale galleggiante,più o meno allungata,piombata al fine di realizzare un ben determinato grado di affondamento e munita di un tubicino in materiale plastico che ha la funzione di stabilizzatore,durante il volo e di timone durante la navigazione.Fondamentalmente le bombarde in commercio possono essere costruite in plastica piena,in plastica vuota(il buldo e similari) ed in balsa o poliuretano.

Le bombarde in plastica piena sono generalmente affondanti,ma se ne trovano anche di semiaffondanti.
Le bombarde in plastica vuota,si riempiono con l’acqua,al fine di variarne la galleggiabilità.Possono anche essere sferiche,il cosiddetto buldo.
Le bombarde in balsa o poliuretano,meritano un approfondimento,in quanto possono essere affondanti,semiaffondanti e galleggianti.


Il grado di affondamento e la posizione di caduta.
Partendo dal presupposto che qualunque bombarda,una volta recuperata,sale dal fondo più o meno velocemente proporzionalmente alla velocità di recupero e alla posizione della canna,fondamentale importanza,riveste il grado di affondamento.Sul corpo delle bombarde in balsa o poliuretano,troveremo impressi due numeri,il primo è il peso della bombarda,il secondo è il grado di affondamento.Se una bombarda riporta un grado di affondamento di 1 grammo,la stessa bombarda,se non recuperata,affonderà come se pesasse un grammo,quindi affonderà molto lentamente.Se la stessa bombarda avesse un grado di affondamento di 10 grammi,affonderebbe più velocemente,questo è logico.
Ci sono anche delle bombarde galleggianti,che non riportano il grado di affondamento,infatti questo è pari a 0.Generalmente a parità di peso,sono più panciute delle semiaffondanti e stanno a galla in posizione verticale.Esistono anche bombarde affondanti,il cosiddetto striscio,in cui il grado di affondamento è di poco inferiore al peso della bombarda stessa.Faccio inoltre presente,che non tutte le bombarde affondano alla stessa maniera,abbiamo infatti bombarde che affondano pressappoco in verticale,bombarde che affondano inclinate più o meno di 45°(le più diffuse) e bombarde che affondano in orizzontale.Questo fattore,riveste apparentemente poca importanza,ma così non è,infatti per le pesche in caduta,avere una piccola bombarda ad affondamento orizzontale,ci permette una stesa migliore del nostro finale,fermo restando che abbiamo piena libertà di scelta secondo il nostro gusto e secondo quello che riusciamo a reperire in negozio.

La posizione della canna e la velocità di recupero.
Come per qualunque tecnica in cui conta la modalità del recupero,la posizione della canna,gioca un ruolo fondamentale nella quota di navigazione della nostra bombarda,infatti la canna tenuta in posizione verticale(o pressappoco) costringe la bombarda a navigare ad una quota più alta rispetto ad un recupero con la canna tenuta bassa o parallela al terreno.Un altro fattore che influenza la quota di lavoro della bombarda è la velocità con la quale la si recupera,più veloce la si recupera più velocemente la bombarda sale.Logicamente,non tutti i pesci sono dei velocisti,come le aguglie e le leccie stella,quindi dobbiamo trovare un giusto compromesso tra grado di affondamento,posizione della canna e velocità di recupero,al fine di far pescare il nostro finale alla quota che vogliamo.
Ah,nessuno ci vieta di variare la velocità di recupero o l’altezza della canna,un recupero piuttosto vario,spesso e volentieri,convince i piccoli predatori ad attaccare con ferocia.

Un componente fondamentale:la girella.
Ebbene si,cari signori,la girella è proprio un componente fondamentale di questa tecnica,è infatti lei che evita al nostro bracciolo di attorcigliarsi su se stesso ad ogni recupero.Infatti,uno dei segreti della pesca con la bombarda,è l’innesco.L’innesco,sia esso composto da un verme,da una camola,da un ciuffo di bigattini,deve girare durante il recupero,per attirare i piccoli predatori.Capirete da soli che un elica al posto dell’amo,attorciglierebbe irrimediabilmente e costantemente il bracciolo.Ecco che ci viene in aiuto la girella che,imprescindibilmente,dev’essere tripla in serie e di eccelsa qualità.Una girella che non scarica bene le torsioni non ci serve a niente,fidatevi,meglio spendere quell’euro in più e non avere problemi.


Bombarde “particolari”

Adesso parleremo di bombarde che sono fuori dal coro,ovvero che espandono il concetto di bombarda per come solitamente viene inteso.Esistono delle bombarde che non hanno timone,sono generalmente di ridotte dimensioni e da pochi grammi,sono le cosiddette bombarde da caduta e si usano appunto per la pesca in caduta.Vale lo stesso discorso di cui sopra,riguardante il grado di affondamento.La loro funzione non è quella di portare a 40-50 metri il nostro o i nostri braccioli,ma quello di far lavorare il nostro complesso pescante a poca distanza da noi,ma di donargli una leggerezza o una “pesantezza” diversi da quelli di uno o più piombini.Inserite al posto del piombo in un terminale tipo genovese,in versione 5gr-aff gr 1 ad esempio,sono micidiali x la pesca delle boghe in caduta.Trovano comunque altri impieghi a seconda della nostra fantasìa,io ad esempio le uso nella pesca delle occhiate,una volta che lo specchio d’acqua è saturo di bigattino.E’ preferibile,per l’uso di queste bombarde,usare una canna con cima modificata in fibra di vetro(vedi articolo sulla modifica),la sensibilità del cimino nella gestione di queste microbombarde è molto importante.
Ma le bombarde particolari non finiscono certo qui,abbiamo ad esempio bombarde pasturanti(il pasturello in primis),di cui penso non ci sìa bisogno di illustrare il funzionamento e i vantaggi.Bombarde con pesi intercambiabili e dal costo esorbitante,neanche la zavorra fosse in platino.Anche l’affondapiano,quello bianco conosciuto da tutti è una bombarda.Ma ce ne sono di tipi ancora più strani e di più strani ancora ne inventeranno.

La bombarda con esche artificiali.

Ebbene si,al posto dei vari vermi e larve,le bombarde,posso trainare anche un bracciolo armato con piccoli artificiali in silicone,tipo raglou,oppure pesciolini artificiali,come anche piccoli cucchiaini ondulanti dal peso ridottissimo.Ma anche piume e/o similari.

La pasturazione

Come in gran parte delle techniche da riva,può essere efficace per la riuscita della battuta,un efficace azione di richiamo,realizzata con l’uso di una buona pastura da superficie o da mezz‘acqua.Teniamo presente che non sempre è necessario pasturare,anzi alcune volte può essere anche deleterio,infatti oggettivamente,un calcolo errato della corrente,una poco corretta quota di disgregazione,una fionda scadente che non ci permette lanci lunghi,può non farci prendere niente,perché i pesci,seguendo la scia odorosa si allontanerebbero dal nostro raggio d’azione.Quindi,se per un motivo o per un altro abbiamo i pesci davanti a noi,o non siamo sicuri di saper pasturare come si deve,meglio evitare.

Le esche e le prede.

Le esche che vengono utilizzate nella pesca con la bombarda sono di una varietà enorme.Possiamo usare vermi coreani,saltarelli,cinesi,camole del miele e della farina,bigattini,orsetti,striscioline di sarda,alice o altri pesci azzurri,oltre alle sopracitate esche artificiali.I pesci che si possono catturare con la bombarda sono un infinità,in primis aguglie e leccie stella,ma anche spigole,pesci serra,lampughe,tombarelli,alletterati,barracuda,piccole ricciole,palamite e tutti i pelagici grandi e piccoli,logicamente con i dovuti aggiustamenti a tecnica e tattica.Non mancano anche catture fuori dall’ordinario come dentici,pagri,piccoli corazzieri,cernie,che però,vista la ridotta taglia,sarebbe bene ridare al mare.Potremo trovare ferrati ai nostri ami anche boghe,sugarelli,salpe e tutti i pesci di fondo,mezz’acqua e superficie,insomma la varietà nel nostro secchio,penso proprio che non mancherà.



Tino Parisi




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