REPORTS
 
Agosto 2010
Uno,due,tre...Serra!
Nello Cataudo e Sebastiano



Giusto l’altro ieri incontrai, per caso, mio cugino Sebastiano, lungo le vie del paese. Io ero appena tornato dalla mia località di villeggiatura, sui Nebrodi, e lui da un viaggio di vacanze all’estero. Il suo primo pensiero nel vedermi, non fu quello di chiedermi come avevo trascorso quei giorni ma…..
“Ciao! Come va?...A posto!…Certo adesso che però siamo di nuovo qui, e ci rimangono ancora una decina di giorni di ferie, possibile che non troviamo l’occasione per scappare a pesca? E quantomeno un paio di volte?”
“Quando dici tu” gli risposi, “tanto i giorni in questo periodo sono tutti liberi, purchè non sia a ridosso del fine settimana”.

Optammo per la prima occasione utile, e cioè il pomeriggio seguente.
Partenza alle 18,00 in punto, in direzione delle “nostre” spiagge del sud. Le previsioni meteo davano mare calmo, pertanto non si poteva fare altro che optare per le mormore innanzitutto, e se poi si trovava in qualche pescheria qualche sgombro o spigola, la si giocava per l’evento a sorpresa.

Arrivammo sullo spot prescelto a tramonto inoltrato. Qua e la ancora gruppetti di bagnanti che insistevano ancora in acqua fra tuffi e schiamazzi. Alcune tendopoli di familiari, chissà se ancora retaggio del ferragosto appena passato, o incalliti del camping fai da te, ci limitavano nella scelta della postazione giusta. Poi però, visto e considerato che si trattava di una vasta spiaggia rettilinea, e che tutto sommato non vi erano precisi punti più redditizi degli altri, ci infilammo nel primo buco di gente che si riuscì a liberare (alla nostra sinistra).

La serata non si profilò un gran che. Le solite tocche leggerissime ed appena accennate, sulla mia pur sensibile Beastmaster 120g, che alla fine ti facevano trovare appese lì sull’amo, le solite mormorette da qualche centinaio di grammi se andava bene. Lo stesso accadeva sulle canne di Sebastiano, tanto che si decise di rimanere in pesca giusto il tempo di finire i due pacchi di arenicola e quello del muriddu che avevamo. Le canne con i tranci se ne stavano immobili come due sentinelle, sin dall’inizio della battuta, agli estremi del nostro schieramento.

Ma, alle 1,30, quando tutto ormai sembrava compiuto, vidi sbandierare in maniera violenta la mia Antares 200g con il trancio di spigola sgallato. Mi precipitai ad bloccare con la mano la bobina, che nel frattempo girava e cedeva filo per quei violentissimi strattoni, e ferrai.
“Che fa, ce l’hai?” mi chiese mio cugino.
“No, credo di no!. Non avverto più le testate. Ritirai comunque il terminale, per vedere sino a che punto poteva essere stato rovinato da quell’attacco. Pur trattandosi di un innesco a due ami, posti a L e posti 3 cm circa l’uno dall’altro, il predatore non era riuscito ad allamarsi. Tuttavia le condizioni dell’innesco erano ancora ottime, nonostante il violento attacco e le 4 e passa ore di permanenza in acqua, quindi rilanciai.

Quella scarica di adrenalina, quando stavamo giusto per smontare, ci convinse ad insistere ancora un po’. Visto che i serra erano in caccia montai un’altra canna con il trancio sgallato, sia per avere una doppia chance, sia per il fatto che l’esca che aveva subito appena qualche minuto prima l’attacco, aveva fatto già il suo tempo in acqua. Rimanevano ancora un po’ di vermi, e decidemmo di lasciare ancora una sola canna per i grufolatori, per quelli che potevano ancora esserci, vista la presenza dei predoni. Del resto, Sebastiano, aveva con se due sole canne, una con il trancio e una con il verme, e stavano ambedue già in pesca, e a quel punto io ne avevo due con il trancio.

Alle tre in punto, un po’ dopo il tramonto della luna, decidemmo di nuovo di battere ritirata. Ritirai una delle canne con il trancio, e stavo tagliando con la forbice il filo elastico che lo fissava per bene ai due ami. In acqua ne rimaneva un’altra, fra l’altro innescata ad amo singolo, soluzione che sin da subito non mi era parsa abbastanza convincente, ma che si trovava lì in acqua, giusto perché non trovavo l’altro terminale a doppio amo.
Ad un tratto mio cugino cominciò ad urlarmi che la mia canna era tutta piegata in avanti: “Serra! Serra! Hai di nuovo un serra nella canna! Corri!”
Abbandonai all’istante lo smontaggio dell’innesco e mi precipitai sull’altra canna per giocarmela di nuovo. Stavolta avvertii subito che dall’altro capo della lenza c’era qualcosa di grosso. Talmente grosso, che dopo qualche accenno di resa, si bloccò del tutto, tanto che non riuscì più a guadagnare un solo metro di filo. Aspettai qualche minuto ancora, sperando che cedesse, ma niente da fare. Se ne stava li piantato davanti a me, come legato ad un picchetto. Notai però che la mia lenza si dirigeva a momenti verso destra, e dopo un pò verso sinistra. Si dava un bel da fare l’amico! Non stava certamente immobile con le pinne piantate sulla sabbia, ma cercava di fare il possibile per sganciarsi. Da parte mia portai al limite il mio “vetusto” ma fido Daiwa GS3000. Il veloce rapporto di recupero 5,2:1 non giovava certamente a mio favore, ma del resto si era partiti da casa giusto per un po’ di pesca leggera, e i mulinelli più robusti erano rimasti in garage.
Fui costretto a pomparlo, per come si usa fare con i Marlin al Big Game, guadagnando metri di lenza soprattutto quando abbassavo il cimino verso il basso. Alla fine, stanco ed esausto apparve in tutta la sua mole sulla battigia. Sebastiano, senza raffio si precipitò ad agguantarlo quantomeno per lo shock leader e a trascinarlo di peso in secco.

Che spettacolo, e che emozioni con questi pescioni!
Inutile dire che dalle tre del mattino in poi rimanemmo ancora un po’, sperando in una ulteriore cattura, ma il mare a quanto pare ci aveva già regalato abbastanza.
Sono stato molto felice di aver avuto poi problemi a riporlo in macchina, visto che dal secchio usciva fuori per più della metà.
A casa le misurazioni di rito: Kg 4,8 per 80cm di lungezza.
Io e Sebastiano, dato che di cattura di squadra si tratta, possiamo dire di aver scappottato meritatamente dopo un lungo periodo insistenza.



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Aprile 2008
Estate da sogno
Emanuele Lisi da Catania





Domenica 16 luglio 2006
Dopo una serie d’imprevisti e impegni di lavoro riesco ad avere una domenica libera e decido di andare a traina con il vivo . Gia alle prime luci dell’alba sono in mare con il mio gommone alla ricerca di esca viva , dopo circa 1 ora di traina riesco a pescare 5-6 aguglie belle vive e pimpanti ma di piccola dimensione .Innesco la prima aguglia con ami piccoli del 1/0 e 2/0 adeguati alla dimensione dell’esca , utilizzo un finale 0,57 e lenza madre 0,50 su una canna da 20lb ,con mulinello Penn Special Senator 113H e piombo guardiano da 150g (il fondale battuto è molto basso) . Dopo qualche ora arriva la prima mangiata a vuoto , controllo l’aguglia ed è tutta azzannata , segnali evidenti di barracuda , la zona ne è piena , cosi decido di cambiare spot e mi dirigo in una zona mai battuta di tutta sabbia e basso fondale nei pressi della foce del fiume Simeto , un ottimo spot per lecce amia e pesci serra . Dopo quale ora di traina senza risultati decido di controllare l’esca ma appena arriva il piombo guardiano a bordo vedo due sagome enormi seguire la mia aguglia , istintivamente ributto il piombo guardiano in acqua e filo qualche metro di lenza, il pescione aggredisce la mia esca e quando sento che è il momento giusto ferro energicamente , in due secondi il mulinello da i numeri , cede tantissimi metri di filo , non avevo mai preso un pesce di queste dimensioni e che tirasse cosi forte ,dopo pochi minuti vedo il pesce salire a galla a circa 100m dal mio natante e tra una fuga e l’altra si prende circa 150m di filo , il cuore mi batte a 1000 la bocca mi diventa asciutta , sul gommone sono da solo , la prima cosa che mi viene da fare è preparare il raffio ,e mantenere a regime costante di 1-1,5 nodi l’andatura del gommone , inizia la grande lotta e appena il pesce cessa di tirare comincio a pompare e metro dopo metro lo riesco a portare a 20-30 m dal gommone dopo un po’ di metri arriva il piombo guardiano e in maniera veloce lo sgancio , il pesce appena vede il gommone tenta le ultime e pericolose fughe , lo vedo é bellissimo si tratta di una leccia amia stimata sui 18-20kg , mi tremano le gambe ho paura di perdere il pesce dei miei sogni , con molta cautela riesco a fare dei cerchi attorno al pesce e do’ le ultime pompate e con una raffiata la butto a bordo .L’adrenalina è a 1000 non capisco più nulla, subito faccio un giro di telefonate agli amici per condividere la gioia e alcuni mi aspetteranno al pontile , l’ago della bilancia segna 17kg , una domenica come questa non la dimenticherò più.





Giovedì 27 luglio 2006
È giovedì mattina e con la gioia ancora in corpo per l’emozione vissuta dieci giorni prima decido di tornare a pescare in quella stessa zona .Alle 08:00 calo in mare la mia aguglia viva innescata su ami del 3/0 e in solitario come sempre inizia la lunga passeggiata alla ricerca della seconda emozione , dopo quale ora vedo della cacciate a galla e cefali saltare fuori e ad un tratto il mare si apre in due , é lei che sta cacciando , il sole e il caldo sono molto forti e la mia pelle scotta sono tentato a rinfrescarmi un po’ facendo un tuffo e a cambiare spot , ma qualcosa bussa alla mia lenza con una mangiata potentissima e una fuga da F1 , il mulinello suona musica per le mie orecchie e sbobina quasi 100m di filo la vedo li che combatte a galla ma appena cessa di tirare inizio a pompare e la porto sottobordo, sgancio il guardiano e lei da le ultime fughe attendo con molta cautela e appena si fa stanca la porto a tiro di raffio e la imbarco , non credo a miei occhi un'altra leccia spettacolare questa qui peserà 15kg .






Martedì 1 agosto 2006
Soddisfatto delle mie ultime uscite a pesca decido di rilassarmi per un pò di giorni ma martedì mattina non riesco più a stare tranquillo e solo soletto come sempre mi alzo presto e mi precipito al mio gommone .Dopo aver preso 4-5 aguglie ed averle conservate nella vasca del vivo mi dirigo sempre nella solita zona , per tentare un altro colpo. Arrivato li comincio a calare la mia aguglia e dopo 30 minuti circa la mia canna si piega in due , la lenza sembra essere trasportata da una locomotiva , intuisco subito che questo pesce è più grosso degli altri ,tira e molla riesco a portarlo a tiro di raffio,la vedo ed è enorme ma in fuga a pochi metri dal gommone si slama pazienza ! non mi perdo d’animo ed innesco un'altra aguglia e ritorno nello stesso punto, al primo passaggio ho un altro strike che questa volta riesco a raffiare e ad imbarcare il pesce che fa fermare l’ago della bilancia a 14,500kg . Ho fatto tris .







Venerdi 11 agosto 2006
Questa volta decido di uscire a pesca in compagnia della mia fidanzata. Usciamo in mare verso le 08:30 alla ricerca di qualche ricciola . Abbiamo girato tutta l’intera giornata in alcuni spot che negli anni hanno regalato diverse catture di piccola e media pezzatura ma nulla di fatto e quando leggo in faccia alla mia fidanzata un po’ di stanchezza e sofferenza per il caldo decido di rientrare , ed arrivati a circa mezzo miglio dal pontile di ormeggio tiro a bordo la mia aguglia , ma lei mi dice “ma che stai facendo aspetta un altro po’ oltrepassiamo la secca sotto Acicastello chi lo sa se prendiamo una ricciola?” , io sconvolto per la sua insistenza continuo a pescare , appena arrivo sulla secca qualcosa mi ha strappato la canna dalle mani ,in un primo momento ho pensato ad una ricciola sui 9-10kg poi appena la vedo affiorare a circa 100m dal gommone mi accorgo che è una leccia ,dopo una breve lotta la porto sotto bordo , la finisco con il raffio e la imbarco. Questa peserà 10kg .
Sono contento di aver trascorso un estate cosi indimenticabile, poche uscite in mare e catture da sogno ho fatto un bel poker di leccie .
Emanuele Lisi



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Novembre 2007
A traina in cerca di emozioni
Giuseppe Asta da Trapani





Organizzo il sabato pomeriggio con un signore che nel 1994 mi insegnò a pescare le orate da terra, quel anno presi l’orata + grossa della mia vita 2,3 kg.
Ci dovevamo vedere alle 14:00, invece stacco di lavorare alle 13:00 e quando arrivo sul posto dell’appuntamento, lui era già la che non vedeva l’ora di partire (era la prima volta che andava a traina).
Non penso nemmeno a mangiare, preparo tutto e partiamo.
Arriviamo sul posto, gli do una cannetta x fare il vivo e gli spiego come fare..”attenzione che abbiamo lo 0,18, quindi ferrata morbida”…

Preparo la mia cannetta e passiamo sul punto buono per il vivo, pochi istanti e lo vedo ferrare tipo che faceva jigging…Dico, piano, non c’è bisogno di ferrare così, lui mi fa:scusa sono abituato con le orate… ?
Comunque, prende una aguglietta, io qualche occhiata, e decido di iniziare subito a trainare a fondo.
Innesco l’aguglia e la faccio passare davanti la casa del dentice…vediamo il vettino che da dei colpi secchi… dico “ eccolo, è lui, questa è la mangiata del dentice” sgancia la pinzetta, ma alla ferrata sento libero, recupero, trainate sul ferrante e vediamo che l’aguglia era stata rubata.
Innesco al volo 1 occhiata e dico “speriamo che ha ancora fame” gli ripasso su e non succede nulla, si era saziato.
Mentre faccio il giro largo x tornare sul posto passo su un fondale di circa 28-30 mt e la canna si raddrizza di botto, la esco dal portacanna e ferro…cè.. e pare un bel pesce, di sicuro ricciola, pescavo a 12 mt su 30 circa e lei cerca il fondo, è inequivocabile. La tengo in canna 2 minuti circa e poi si slama… deluso rimango a guardare il multi che piano piano perde inclinazione nell’acqua.
Pazienza, recupero e innesco 1 altra occhiata, qualche altro passaggio sul posto della prima emozione, lo stesso sulla seconda emozione, il sole sta calando e decidiamo di tornare a casa con solo l’ebrezza delle solite forti emozioni che ormai pare essere abbonato.
Organizzo per la domenica mattina con 1 altro ragazzo…alle 5:15. Alle 4:45 mi sveglio, mi vesto, e alle 4:55 mi chiama sto ragazzo…non può + venire..e ora? Come faccio? Ho bisogno d aiuto per scendere la barca dal carrello, fare il vivo, alcuno che mi dirige la barca durante un possibile combattimento, per risalirla sul carrello…
Guardo Maurizio che dorme tranquillo e beato sul camper, e lo sveglio…”Oh, devi venire con me, quel ragazzo non viene +….” non poteva dirmi d no…”il mare sarà calmissimo dico io” si stiracchia un pò e si alza…comunque riassumendo arriviamo sul posto e il mare non è come mi aspettavo, gli do una canna e mi prende 2 occhiate…dopo di ciò si sdraia sul prendisole perché il mal di mare iniziava a farsi sentire…
Prendo 1 occhiata e la mando a casa del dentice, di sicuro avrà digerito l’aguglia del giorno prima..
Fondale 13-14 mt, affondo il piombo a 12 mt, mi rendo conto che pescare così è molto rischioso, ci vuole poco a roccare il piombo, ma ho fiducia in me stesso e seguo con attenzione la batimetria, mentre a intervalli do 1 sguardo al vettino che un po prima della casa del dentice si drizza violentemente e in 1 secondo è già piegata che sfriziona…x un attimo ho pensato “ o è un dentice mostruoso o si è avverato il mio sogno”, anche perchè non riuscivo ad uscire la canna dal supporto.
Ma a quanto pare sta riccioletta si era dopata e tirava come na dannata, forse perchè l’amo l’aveva sul labbro e non sentiva tanto dolore…dopo la prima fuga allenta d molto, così ho pensato ad un bel dentice, ma quando arriva sotto, Mau la mette nel coppo e rimango stupito…lo scorso anno ne presi una da 4 kg e tutto sto casino non l’ha fatto, forse perchè l’amo l’aveva nelle branchie? E questa in un punto meno doloroso?
Mau comincia a vomitare i succhi gastrici perchè oltre a questo non ha nello stomaco, mi dice sconvolto “ se mi vuoi bene portami a terra…sono ancora le 9:00 ci sono possibilità di prendere qualcos’altro fino alle 12:30 circa, ma per oggi può bastare, anzi lo devo ringraziare per essere venuto anche se non aveva dormito e sapendo che c’erano possibilità di sentirsi male per l’onda lunga.
Adesso non vedo l’ora di tornare in questo fantastico posto che dallo scorso anno mi sta regalando bei momenti.
Ecco il video riassuntivo della giornata: http://www.pescareinsicilia.it/video.php
www.youtube.com/watch?v=kEIWQa4w_7U



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Novembre 2007
Aiolata
Nello Cataudo





Questa storia di per sé può anche non essere avvincente, ma è stato l’episodio che ha stravolto in me l’opinione che avevo della pesca con la canna.
Sin dal 1980, ancora minorenne, mi dilettavo parecchio con la pesca subacquea. Si andava a pesca 1, 2 volte a settimana, con la macchina dell’unico del gruppo che era già munito di patente. L’idea del pescatore con la canna, statico ed immobile, che aspetta che arrivi qualcosa, mi faceva storcere parecchio il naso. Io, da “vero sportivo” quale ero, il pesce dovevo andarmelo a cercare con le proprie gambe e con i propri polmoni. Non eravamo attrezzati di gommone per allontanarci dalle scogliere, ma in compenso posso dire di aver perlustrato in quegli anni parecchi Km di sottocosta della Sicilia Sud orientale.
Nel 1990 si verificò un fatto che mi fece cambiare totalmente opinione. Mi trovavo in vacanza estiva in una località balneare del Ragusano. Il mio compagno di stanza, un mio vecchio compagno di scuola, si era appassionato di pesca con la canna. Sapeva di tutto e di più. Aveva divorato pagine e pagine delle più autorevoli riviste di pesca, e faceva un gran parlare del suo hobby un po’ con tutti i vecchi e nuovi amici conosciuti in vacanza. Un bel giorno, un ragazzo gli propose se era disposto a fare compagnia in barca ad un suo cugino, che quella sera era solo, per una pescata in notturna. Il mio amico accettò. L’indomani lo vedi arrivare con un bel po’ di Mormore. Mi convinsi che era il caso di provare. Mi attrezzarono di filaccione, andammo a fare l’arenicola in spiaggia, e la sera al tramonto via di nuovo verso il largo. Dopo il tramonto i pesci non tardarono ad abboccare. Tutti quei sussulti e quegli strattoni al filo che tenevo saldamente fra indice e pollice mi mandavano l’adrenalina a mille. La mia reazione fu che l’indomani mattina, di buon ora, anche se avevamo fatto tardi, comprai immediatamente la mia prima canna, da barca, munita di una buona lenza 0.28 in bobina. Secondo i dettami del mio accademico amico preparai dei terminali dello 0.18 per insidiare i pesci più degli altri. Purtroppo fu un’infelice scelta in quanto la taglia delle catture era di tutto rispetto, e a me la lenza si ruppe più volte. Non mi veniva bene a riannodare gli ami su terminali più robusti in quanto non appena abbassavo lo sguardo verso il basso mi veniva immediatamente un senso di vomito. Nel frattempo i miei compagni avevano un bel da fare in quanto i pesci erano lì uno dopo l’altro. Persi per questi incidenti complessivamente una buona mezz’ora di tempo, mentre gli altri se la spassavano.
Pescavamo a scarroccio, in tre su una barchetta di 3.60 mt, ogni tanto, quando le mangiate o la pezzatura delle catture diminuivano, l’amico del posto, che sapeva benissimo ciò che faceva, rimetteva in moto e ci spostavamo di nuovo controcorrente verso il largo, sino ad individuare il branco giusto. Ci fu un momento in cui sugli stessi pesci lanciavamo sia noi tre dalla barca che un paio di persone dalla spiaggia (chissà che non era proprio il nostro T.D.S. visto che ci trovavamo in uno dei suoi spot preferiti). Ma di pesce ce n’era e ce n’era per tutti. Poi, dopo l’1 e 30 di notte tutto si calmò, abbassammo gli occhi sul fondo della barca, e cominciammo a contare tutti quei pesci sparsi. Motore acceso e via verso casa. Dopo una mezzora di trasferta in una notte di buio pesto ci ritrovammo di nuovo sull’arenile dal quale eravamo partiti. Da quello sbarco non ero più la persona di prima. Fui contagiato dalla febbre del pesca sportivo con la canna, e questa mi accompagna vivamente ancora oggi. Ogni qualvolta mi accosto, di notte specialmente, ad una battigia, la prima domanda che mi faccio è: chissà che c’è adesso l’ha sotto?



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Ottobre 2007
Il saragone
Nello Cataudo





Anche se si va a pescare diverse volte in un anno, le serate memorabili, a cui la mente va anche dopo tanto tempo si possono contare sulle dita di una sola mano. La storia che sto per raccontarvi è una di queste.
Era una giornata di autunno inoltrato di una decina di anni fa. Della squadra che quella sera doveva andare a pescare eravamo rimasti solo in due, perché a causa del tempo minaccioso tutti gli altri si erano tirati indietro. Nonostante tutto, io e l’amico Carmelo, fiduciosi in tutto quello che si era letto sulle pescate a ridosso delle perturbazioni atlantiche in arrivo, decidemmo di partire lo stesso. Arrivammo a Comiso: Lì c’era un forte vento da Sud Ovest, con dei grossi nuvoloni in arrivo. A mare si intravedeva un cielo nero che più nero non si poteva. Stavamo per fare dietro front, ma visto che la meta era ormai vicina, tanto valeva andare sino in fondo. Arrivammo a S. Croce Camerina: lo scenario fu quello del Day After del diluvio universale. Macchine ferme lungo le strade, carreggiate allagate, acqua che scorreva a torrente allagando di tutto e di più. Confidai ciecamente sull’affidabilità della mia macchina da pesca (una vecchia A112), e non esitai a proseguire. Ad un tratto non pioveva più. Tutta quella bufera era già passata ed il vento non era poi così forte come prima. Da lì a poco fummo sulla nostra spiaggia “segreta”, una caletta incastonata in un litorale roccioso, che faceva da avamposto ad una spiaggia di ben maggiori dimensioni. L’idea era quella di lanciare un po’ obliqui a destra verso la spiaggia grande, per centrare il serpentone detritico, e le correnti in uscita da essa. Piazzammo tutte le canne che quella mini spiaggia poteva contenere (non vi si pesca in tre persone) ed aspettammo.
Un occhio ai cimini …. un occhio al cielo. Ma le nuvole che erano passate avevano compiuto un ampio giro in senso antiorario ed ora ce le ritrovavamo di nuovo davanti a noi, al largo, pronte a minacciare pioggia. Lampi e fulmini, e più tempo passava più si avvicinavano. Chi li guardava più i cimini…
Ad un tratto fu presa la decisione giusta: smontare tutto ed andarsene da lì prima di ritrovarsi addosso tutto quel pandemonio. Fra le canne ritirate, quella con la sarda aveva il terminale reciso (un buon 0.40) ed un’altra, la più lontana, con il “verme”, lanciata verso lo spiaggione, non si vedeva più: Andai di fretta in quella direzione e la vidi a terra, e con essa anche il tubo color arancio, dove era infilata. Eppure l’avevo piantato per almeno 30 cm dentro una sabbia fine e compatta. Appena la presi in mano mi accorsi di una presenza vigorosa e potente all’altro lato del filo. Testate profonde seguite da sfuriate alternate verso destra o verso il largo. Lì c’era qualcosa di grosso. Dopo diversi minuti di recupero con la frizione tarata a dovere, con il cuore in gola e gli occhi al cielo, apparve finalmente la sagoma del sarago più grosso che avrei preso sino ad oggi. Non mi ricordo il peso esatto, ma era parecchio più lungo di 30 cm. Mi ricordo benissimo della lunghezza perché la sua coda fuoriusciva per intero dal secchiello dove riponevo il pescato.
Quella serata un solo pesce, ma che soddisfazione !!
Oggi a distanza di parecchi anni ho ancora lo stesso secchiello, e ogni volta che vado a pescare mi chiedo se sarà di nuovo la serata giusta che un preda fatichi ad entrarvi dentro.



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Marzo 2007
Quattro siculi in trasferta
Pietro alias Alu398



Testo di Pietro (Alu398), foto di Massimo (Sampei1975) e Cristian (cdpsoftwaretm), Massimo (Topone) in vino veritas...

Capitolo I
IL VIAGGIO.
Tutto inizia qualche mese fa, quando Massimo alias Sampei
ha la splendida idea di contattare il canale satellitare di Sky “Caccia e Pesca”; gli autori del programma sono davvero gentili e ci invitano a partecipare alla registrazione di una puntata: PIS non si fa certo scappare l’occasione e si mette in cammino verso la capitale!
Il viaggio inizia con la partenza da Messina con il superbolide del pilota Massimo Sampei,
coopilota Massimo Topone, passeggero MR eleganza Cristian CDP, il quale sfoggerà durante il viaggio ed il soggiorno in terra romana circa 16 vestiti, 22 camicie e 37 cravatte diverse: webmaster si nasce, non si diventa….
Io invece attendo la ciurmaglia nel salernitano, visto che mi trovo lì per le feste natalizie: credetemi, l’unico rimpianto che avrò alla fine del viaggio sarà proprio non aver potuto godere della compagnia e dell’amicizia dei ragazzi durante la parte iniziale della trasferta.
Fissiamo un appuntamento in quel di Capaccio Scalo: aspetto gli altri tutto infreddolito, da solo, su una panchina del viale principale , in un’atmosfera cupa e triste, quando, all’improvviso, odo un sonoro “MINKIA COMPAREEE!!!” che mi riempie il cuore di gioia e, nonostante la mia terra sia distante 600 km, mi fa sentire veramente “a casa”.
Prendiamo 5 caffè (cinque, non quattro, vero Massimo?) e partiamo alla volta della Capitale: da grandi signori ci sistemiamo in una stanza di un bed&breakfast e usciamo per cena, poi torniamo in albergo dove accadono cose agghiaccianti…

Capitolo II
SI VA IN ONDA
Finalmente il momento più atteso: Riccardo Galigani incentra la trasmissione sull’argomento della tutela ambientale: intervengono ospiti di grandissima fama in ambito alieutico ed anche PIS, tramite la voce dei suoi amministratori Massimo Sampei e CDP, partecipa alla discussione
Alla fine del dibattito, ci sentiamo veramente “arricchiti” e questo è un sentimento che accomuna tutti noi: abbiamo parlato (gli amministratori), ma anche ascoltato e, spesso, condiviso buona parte di quello che è stato detto, la discussione ci ha fatto cambiare idea anche su certe problematiche, ma, soprattutto, ci da una forte spinta per approfondire ulteriormente e divulgare l’argomento: il discorso sull’ambiente verrà certamente proseguito anche in seno a PIS.
Si spengono le telecamere, ma non la nostra voglia di continuare a discutere: ci spostiamo al bar dove per più di un’ora, con gli illustri ospiti del programma, si continua a parlare di ambiente e di pesca: in pratica, argomenti che accendono la passione di tutti i presenti!
Otteniamo anche importanti proposte di collaborazione...
Alla faccia del bicarbonato di sodio …

CAPITOLO III
GITA IN CAPITALE E RITORNO A SUD
Dopo la registrazione della puntata, decidiamo di restare a Roma fino a sera. C’è chi propone di visitare alcune delle infinite bellezze artistiche della Capitale, chi propone di fare un giro per le strade più famose e “in” della città. Alla fine, comunque, decide per tutti il Topone che, preso improvvisamente il comando della situazione (e sarà davvero la prima e l’ultima volta, povero Topo, è stato il più tartassato, sempre scherzosamente sottomesso e sbeffeggiato!), decide che quella mezza giornata libera va dedicata alla visita dei vari negozi di pesca romani “Perché -questa sarà la motivazione- il Colosseo rimane sempre là e ci possiamo andare quando vogliamo, invece i PENN oggi ci sono, domani, forse, no!!!!”. Come dargli torto?
Ne giriamo diversi, ma quello che ci da le maggiori soddisfazioni è senza ombra di dubbio quello dell’amico STEEL alias Cristian che si rivela, con i suoi preziosi consigli, oltre che un amico, un ottimo pescatore ! Come mi sento lontano dalla mia terra, dove, quando chiedo un piombo superiore a 150gr, il negoziante mi guarda sbalordito e, scuotendo la testa, mi dice “MA CHI NNNA FFFARIIIII!!!!!!”.
Visitiamo anche il negozio di Fanelli, anche lui si rileva una persona molto affabile ed il suo negozio, specializzato soprattutto sulla pesca a traina, è un vero babà.
La sera ci mettiamo in macchina e ci dirigiamo a sud. Si fa una tappa nel salernitano (a casa mia), dormiamo la notte e ripartiamo per la Sicilia. Il paesaggio è a dir poco incantevole
ma non possiamo rimanere più di tanto: il Topo entra in crisi d’astinenza, ha assoluto bisogno di vedere il mare. Partiamo di buon mattino; siamo tutti dei veri pescatori, e per svegliarci di buon ora non abbiamo certo bisogno della sveglia…
Arrivati in Calabria il Topo decide di voler passare a trovare la nonna (95 anni!): non possiamo (e non vogliamo) farci sfuggire questa carrambata; andiamo a salutare la nonna che, dopo un iniziale momento di perplessità, focalizza la situazione e manifesta grande felicità nel rivedere il nipotino! Che duci nonna e nipote che si riabbracciano!

CAPITOLO IV
I PERSONAGGI
Ne incontriamo veramente tanti, e quasi tutti ci stupiscono in positivo.
Riccardo Galigani, un personaggio straordinario, un grande esperto, ma anche una persona semplicissima, gentile, cordiale, umile. Avercene di persone così nel nostro settore…
Il direttore di “Pesca in mare” Stefano Navarrini, anche lui ci stupisce in positivo, manifestando grande considerazione per la Sicilia e per il nostro sito.
E ancora, grandi pescatori e simpaticissimi personaggi come Umberto Simonelli e Riccardo Fanelli, oltre a tutti i partecipanti alla puntata (dei quali non ricordo i nomi).
Permettetemi una nota particolare per Steel alias Cristian, membro di PIS e proprietario di un negozio di pesca a Roma in via Nobel (dietro l’insegna, apparentemente banale di “ARTICOLI DA PESCA” si cela, in realtà, un negozio che è il sogno degli amanti del surf) : appena ci presentiamo manifesta nei nostri confronti, con una sincerità d’animo trasparente e sbalorditiva, una simpatia ed un affetto che ricambiamo di cuore nei suoi confronti. Veramente commovente!!!

CAPITOLO V
I COMPAGNI DI VIAGGIO
Dedico queste ultime righe ai miei compagni di viaggio.
Vi ringrazio di cuore per la splendida gita, rimarrà tra i miei ricordi più gustosi.
Sapevo che mi sarei trovato bene, ma non credevo fino a questo punto. Posso dire solo che siete grandi! Sono grato a voi e a PIS per avermi regalato la possibilità di vivere un’emozione così bella.
A quando la prossima??? La mia valigia è sempre pronta…



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Giugno 2006
Rotolando verso sud...
Massimo Saija da Messina





Carico di buone intenzioni mi ritrovo senza sapere come in una spiaggia a me sconosciuta. Sento come se il mio corpo avesse viaggiato spinto non dalla mia mente ma in modo autonomo.
Come esca ho solo del coreano e del pane francese, ma non demordo. L'arenile mi si presenta con un moto ondoso regolare ma non furioso, acqua velata e risacca molto lunga, tipo oceano! La temperatura è alta, tutto accaldato inizio a pescare con bombarda e coreano e in poco tempo riesco a pescare una decina fra cefalotti, occhiate e boghe.
A questo punto armo due canne potenti centrate sulle 8 once con due mulini rotanti da 25lb caricati con lo 0,50. Preparo velocemente due braccioli dello 0,50 con ami beck del 4/0 e innesco un cefalo sui 4 etti e un'occhiata di 2 etti circa! Faccio in modo ke restino non molto lontano da riva, intorno hai 35-40 mt!
Adesso mi siedo al fresco dell'ombrellone e attendo utopisticamente un pesce. Lunghi minuti di attesa mi fanno quasi appennicare, il sole è cocente ma la voglia di pescare vince caldo e sonno!
Ad un tratto la canna alla mia destra si piega fino allo spigot e in mare a 30 mt si vede una sagoma enorme, scura ke smuove il mare come una balena. Il cicalino suona all'impazzata!
In un balzo ho la canna in mano e le cintura da combattimento è girata!!!! Ferro con energia, fiducioso dello 0,50, e la preda tira tanto forte da farmi incurvare in avanti!!! Sono solo ma non mi avvilisco, non mi sogno nemmeno di frenare il pesce, sembra ke ci sia una barca d'avanti, prende filo inesorabbile!!! Ad un tratto, dopo interminabili secondi inizia a rallentare e io cerco di guadagnare un paio di metri, ma ogni 10mt ke recupero ne perdo 20 subito dopo! Nel frattempo senza accorgemene mi sono spostato a più di 50mt a dx della mia postazione! Il combattimento diventa estenuante, il sole mi fa sudare e devo bagnarmi la fronte!
Finalmemte inizio a vedere la mia preda a circa 20 mt da riva e mi tocco la gamba destra dove ho attaccato alla cintura un piccolo raffio da 40 cm!! Entro in acqua, le onde mi frangono sulla pancia! Ho l'adrenalina alle stelle! Eccolo, vedo la sagoma a 4mt, prendo il raffio e do l'ultima pompata!!! Raffio con decisione e i colpi di coda del pesce mi fanno quasi cadere a terra!! Riesco a trascinarmi a secco, lacrime solcano il mio volto mentre una ricciola grande quasi quanto me si dimena sulla sabbia calda di sicilia!!! Mi siedo a terra accanto alla mia preda, stanco e con il cuore ke non vuole rallentare, piango di gioia! IL sogno del surf mediterraneo si è avverato!!!
MI riprendo e mi avvicino verso la postazione per prendere la macchina fotografica quando un aereo passa molto a bassa quota, alzo lo sguardo ma non vedo nulla! MI giro attorno e non ho più nulla fra le mani, e mi ritrovo tutto sudato nel mio letto, sono invece le 5,15, l'aereo era la sveglia e devo andare a lavoro!
Ma ke bel sogno ke ho fatto però...



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Marzo 2006
Il mio solito sauro...
Massimo Saija da Messina





Allora, eccomi sono le 15:00 è ancora una volta sul mio fuoristrada sulla via del mare!
Prima di arrivare nel mio spot passo a salutare un amico che pescava, poi recupero il mio solito sauro da fare a filetti e ho già un paio di fasolari e qualche sarda.
Arrivato in spiaggia che ti trovo?.......Onde alte due metri, tre frangenti (che per una spiaggia media sono tanti), e niente vento né freddo!Si sta bene senza termica (ma ho su tre maglioni).
Sfiletto subito il sauro, apro la prima rip e monto uno short rovesciato con 0,35 e un ametto 1/0 (sta vota nun mi futti), 150 gr da tenuta e via!!Inizio a montare l’altra canna in modo autentico ma con fasolare e amo del 2!Lancio e inizio a impostare la terza canna che sento una frizione! Mi giro e vedo che la canna con il sauro è partita, corro e ferro!Subito mi rendo conto di una preda un pochino importante, nuota bene fra le onde ma oppone molta resistenza passiva!Compie una fuga laterale contro corrente e poi si fa trasportare, inizio un dolce e costante pompaggio e grazie ad un’onda amica riesco a spiaggiare una splendida spigola che subito stimo sui 2 Kg ma che poi risulterà 1.850 Kg. Molto contento mi accingo a ripristinare il calamento che sento un’altra frizione!! Caz.. la canna con il fasolare è piegata! Corro e ferro, sento che la preda si muove bene fra le onde, ma non oppone molta resistenza!Riesco con molta facilità a portare a secco un bel sarago maggiore di 5 etti esatti! Ma adesso non ho nemmeno una canna in pesca, preso dall’euforia lancio il fasolare con cui avevo appena preso il sarago anche se tutto rovinato!
Non riesco a fare due passi che il cicalino della frizione si fa sentire ancora, non ci credevo ma la canna appena lanciata si è piegata, sembrava la scena di prima!Ferro e sento forza, la preda viene rapidamente verso la riva e riesco a vederla su un’onda, un altro sarago come quello nel secchio! Provo a spiaggiarlo ma si sdlama! Riconquista la sua libertà!
Imposto in fretta le tre canne, ma nulla più si fa sentire!Telefono a Sampei e gli racconto l’accaduto, lui Chiama il buon Lisi che a su a volta mi chiama e sembra che ci sia lui sulla spiaggia e non io tanta la sua felicità!
Ora non so che dire, alle 20:00 il mio tempo è scaduto e rientro a casa, di sicuro felicissimo!
Una battuta di puro Surfcasting con mare, onde e pesci! Momenti indimenticabili che di sicuro resteranno indelebili nel mio cuore di pescatore e sulla sabbia dei nostri litorali siciliani dove il mito riesce a divenire realtà, dove i nostri sogni passano dal letto al reale! Sono felice di condividere con gli amici di Pescare in Sicilia le mie catture, infatti le dedico a tutti gli amici del forum con la speranza di fare crescere a dismisura la passione che ci scorre nelle vene e l’amore per quel mondo meraviglioso che è il mare!



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Febbraio 2006
Scaduta bellissima
Massimo Saija da Messina





Come al solito io da buon dormiglione non mi stacco dal letto prima delle 09.00! Subito dopo un buon caffè mi accingo a guardare il tempo e noto con grande felicità che il forte vento del giorno prima era praticamente un vecchio ricordo, e nel cielo solo qualche nuvola minacciava pioggia!
Nella mia mente allora si scatena qualcosa di mistico, praticamente immagino la scaduta diurna che ci doveva essere nel Messinese tirrenico! Ma sono anche cosciente che sono totalmente sprovvisto di esca!!!!!! Ma non mi demordo, carico baratte e barattelle sul mio fuoristrada e parto alla ricerca di cibo per pinnuti! Riesco a reperire un paio di fasolari e un bel sauro (sugarello)!!!
Arrivo in spiaggia alle 10.00 e trovo esattamente ciò che avevo immaginato, una scaduta bellissima, la spiaggia e media e ci sono tre frangenti, il più distante è a circa 70 metri!!
Monto subito tre canne e dopo una prova mi rendo conto che la scarsa laterale mi fa stare in pesca con un semplice piombo da tenuta da 150 gr!OTTIMO!!!Innesco due canne con fasolare e lancio una fra le onde e l’altra dopo l’ultimo frangente, la terza invece la innesco con un bel trancio di sauro (?) e la metto a 10 metri fa la schiuma!!! Il tempo passa statico e così alle 13 decido di effettuare un cambiamento, recupero la canna con il sauro e la mia pazzia mi porta a eliminare lo 0,40 e portarlo a 0,35 e di mettere un abberdin del 4 rinforzato apposto dei due beck 1/0!Di conseguenza il trancio di sauro diventa filettino!Lancio come prima e quasi subito la vetta vibra con decisione, ferro ma nulla si era allamato, solo l’esca disintegrata!Mentre ripristino l’innesco mi telefona in grande Emanuele Lisi e gli racconto l’accaduto!!
Rilancio e mi accingo a controllare una delle altre due canne, mentre guardo l’esca sento il suono di una frizione, mi giro e noto che la mia rip da 5 once è piegata corro e ferro! Questa volta la preda c’è e mi rendo subito conto che si misura a migliaia di grammi! Inizio con il farla stancare tenendola a debita distanza, stranamente perde quasi subito le forze e da sola si avvicina a riva! Mentre è ne secondo frangente la vedo surfare sull’onda! Un bel siluro argentato! Inizio un pompaggio più deciso e grazie a un onda la porto a secco ma con molta emozione!!!! Il mare mi ha regalato una splendida spigolona! Telefono subito al mio fotografo di fiducia (Sampei) e lui i viene subito a trovare armato di macchian fotografica!!!
Dopo più nulla, alle 17.00 smonto e mi reco in un negozio di un mio amico e realizzo che la mia preda pesa 2,610 Kg!!
Voglio dedicare questa cattura a tutti gli amici di pescare in sicilia , e in modo particolare a Massimo (Sampei) per la sua grande amicizia, ad Emanuele Lisi per la sua fortuna in trasferta telefonica e a Cristian Di Pasquale perché mi ha telefonato mentre guidavo e quasi mi faceva investire!



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Gennaio 2006
Sabato di spettacolo!
Massimo Saija da Messina





E' un sabato mattina qualunque del mese di febbraio, dopo una settimana di lavoro finalmente posso svegliarmi con la gioia di poter andare a mare. La mia più grande passione, il surf casting! Svegliatomi telefono al mio compagno di pesca, la giornata è buona e già mezz'ora dopo siamo in auto e ci dirigiamo nella nostra spiaggia che per fortuna dista solo dieci minuti. Il tempo è meraviglioso e il mare è alla fine di una scaduta con acqua velata.
Iniziamo a pescare, io monto tre canne, due black fury 3,70 mt e una evoluzione 170 4.10 mt tutte con shimano biomaster. Ciccio apre una futura e due millennium 150 ripetendo le stesse scelte dei mulinelli. Avendo come esca Fasolari e bibi i miei terminali sono dello 0,25 nel bivalve e dello 0,22 nel bibi, gli ami sono tutti robusti e di misura compresa fra i 2 e 1. Ciccio ripete quasi le stesse mie scelte, o io ho ripreso le sue. Ma peschiamo sempre allo stesso modo. Fra battute e scherzi, panini e discussioni varie si fanno le 14.00. Nulla aveva toccato le nostre esche. Ma a mare
si sa è così. Nel frattempo si avvicinano altri due temerari del mare con cui facciamo conoscenza e che ci dicono che vengono da Catania. Mentre parliamo di come non si prende niente una musica celestiale ci zittisce, la frizione della canna con il bibi è in concerto e l'evoluzione è piegata in due. Corro alla canna e ferro prontamente, subito sento un pulman di linea che prende filo e non accenna a fermarsi. Inizia un combattimento sul filo del rasoio, appena si ferma o rallenta io cerco di guadagnare qualche metro che subito dopo viene ripreso con gli interessi. Il pulman dopo 15 minuti di tira e molla sembra stia finendo la benzina e io inizio in pompaggio più deciso. Ad un certo punto una sagoma argentea si vede a circa venti metri da riva, Ciccio entra in acqua, il momento è critico, dopo un altro paio di pompate arriva una fuga improvvisa laterale, ma è l'ultima, esausto riesco facilmente a recuperare quei pochi metri che restano e grazie ad un onda porto la preda fra i piedi del mio compagno, che essendo patito di Sampei, afferra il pesce con le mani e lo porta a secco. La preda è mia, una splendida Oratona che fa fermare l'ago della bilancia a 3.350 Kg. Siamo entusiasti ( i due
spettatori un po' di meno). A questo punto iniziano le foto di rito, quando Ciccio nota uno strano movimento in una millennium, ci giriamo e la canna si piega e la frizione parte. Inizia un altro combattimento, questa è molto più grossa di quella nel secchio. La vediamo e subito la stimo intorno ai 5 Kg, ma effettua una fuga leterale e il terminale va a schiantarsi su un mezzo serbatoio metallico portato dal mare. Restiamo come quelli che hanno visto la sorella nuda! Incazzati neri! Ma guardando l'altra orata a secco ci riprendiamo perché a mare il pesce si prende ma ogni tanto riesce anche a conquistare la sua libertà. Sembra fantasia ma è la verità, è un pezzettino piccolo di cosa significa pescare in Sicilia.



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Novembre 2005
A Spinning con Rocco
Cristian Di Pasquale da Barcellona Pozzo di Gotto





Dopo pranzo decido di farmi qualche oretta a spinning in zona Milazzo ...certo l'orario non e' dei piu consoni...ma l'acqua e' torbida...sta montando il maestrale...parto con il buon Rocco e suo fratello ...boh un centinaio di lanci a vuoto fra me e loro...quindi decidiamo di cambiare zona...
Il fratello ci abbandona e restiamo io ed il mio grande Rocco...lui su alcuni scogli ed io ad una trentina di metri su degli altri...dopo 8 o 9 lanci finalmente abbocca qualcosa...che pero' si va ad infilare sotto gli scogli ai miei piedi ...ehheheh ...morale della favola cerco di farla venire fuori...cacchio mi "sdirrupu" supra i scogli ...ma la canna è ben alta...nel frattempo il buon rocco, vedendo la scena, mi viene a salvare...( grazie a Dio il mio principe azzurro non mi bacia...)...
Al peso risulta una spigoletta di 970gr....con nello stomaco 4 sarde... ...altri lanci ma niente di niente ...comunque un pomeriggio all'insegna dello spinning...

Ah quasi dimenticavo...l'ho ferrata su un rapala da 10cm a paletta metallica...



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Ottobre 2005
A pesca con Rocco!
Cristian Di Pasquale da Barcellona Pozzo di Gotto





Verso le 14.00 chiamo il buon Rocco...intimandogli di venire assolutamente a pesca con me...i primi rifiuti...ma alla fine ha ceduto...
4 rip e 4 rot...2 4oz e 2 8oz...inneschi di rimini...calamaretti...cefalo vivi...e sarda su cefalare...ah dimenticavo...eravamo al molo...quindi tripode basso di rito e blablabla...
Passano i primi 20 minuti...ehehheee...Rocco ha gia preso 4 cefali da 600gr....che ridere...ehehe...
Dico a Rocco di conservarli per l'imbrunire...i serra a quell'ora solitamente banchettano.... ...detto fatto.....li regala in blocco ad una signora che gli ha promesso 2 arancini presso la sua rosticceria... della serie "quantu tira u pilu..." quindi per me niente cefali... ...non vi dico gli insulti...eheheh...
Erano gia le 18 quando cominciavo a imprecare...sotto il naso mi passa una leccia amia stimata sui 7kg...andava a pelo d'acqua...ed io intanto insultavo Rocco per la sua fragilita' sentimentale....eheheh....passano neanche 10 minuti...3 serra in caccia...roba 1kg a testa...e qui gli insulti non si contano...perfino minacce di lasciarlo li al molo...
Ragazzi non mi va a passare un altra leccia amia sotto il naso???? ...questa molto piu piccola pero'.......naturalmente nel frattempo di cefali con tutti quei predatori intorno neanche l'ombra...
Inutili i tentativi con le boghr...non le consideravano affatto!.
Ormai fatte le 19.30 cominciamo a ritirare il tutto....Rocco trova il cefalo senza testa...serra?? ...e io..."unni minkia ci mpuntasti sti ami??? a???? ..." il mio rimini misto a bibi intoccato....pero' vedo toccatine sulla 8 oz clippata con calamaretto sparate fuori...ripongo il resto nel frattempo....ferro.....sento qualcosina...ma viene tranquillla...era gia buio...quindi accendo la mia 20w....eheheheh...."na lampara"!!...adesso comincia a dare testate...e' un tira e molla...ma il 7ht sfriziona tranquillamente...cmq dopo un po...Rocco prontamente mi guadina la preda con non poche difficolta'...a proposito ma che vi aspettavate???...era solo un oratella di quasi un kilo...giuro il racconto e' interamete dedicato a Rocco...e' lui che merita di essere raccontato.....



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Maggio 2005
Un amore di Cappotto
Mauro Marino da Messina





Oggi un gruppo si organizza per compiere l’ennesima battuta di pesca, il gruppo si compone di eccellenti et motivati pescatori, spigolando cdp…… king ed un amico di spigo Sergio.
Era tutto pronto, ma, sorgono delle problematiche che evero risolviamo grazie all’amore per la nostra sana passione, la pesca.
I nostri "schef" si ritrovano a casa di king, dove si prepara a puntino l’iter dalle esche da adoperare, i finali, la temperatura, la pressione barica e miriadi di piccolezze, che noi però ci teniamo a non sottovalutare evero.
Ci rechiamo presso un fornitore di articoli da pesca, per comperare le ultime esche piu’ fresche possibili, entrando nel tempio "per noi" con piglio sicuro ci alterniamo nel chiedere le piu’ catturanti. Si discerne con il proprietario evero di possibile prede insidiabili nella zona, dopo la solita amichevole e maschia stretta di mano, ci congediamo, con in animo la certezza che la preda da sogno fosse ormai prossima a finire nei nostri capaci catini.
Arrivati sullo spot prescelto scendiamo dai mezzi meccanici e ci soffermiamo a guardare quella distesa immane di un blu cobalto che ci rapisce il core. Ci consultiamo ancora una volta, scarichiamo i mezzi e ci rechiamo sul posto prescelto, con l’animo tronfio e sicuri della nostra scelta ben ponderata evero.
Dopo una ventina di minuti di cammino con passo deciso, arriviamo e comincia la fase di estrazione delle nostra attrezzatura alieutica, picchetti, tripodi, canne, servitore, ecc ecc.
Passano istanti concitati, ma eccoci in pesca, dopo pochi minuti ecco la prima preda, una combattiva tracina vipera, che viene rilasciata con maestria per la sua esigua pezzatura, dal nostro spigo.
Purtroppo le mie canne rimangono basite ed inamovibili, neanche la delicata brezza, che porta profumi primaverili ed echi di passate pescate, non tangono le loro cime. Mentre l’arcigno cpd…. metteva a frutto il suo sapere, per insidiare qualche esemplare di taglia, tirando fuori dal suo cilindro e dal suo enorme bagaglio tecnico, miriadi di piccoli espedienti per portare a casa il bottino agoniato.
Il buon sergio, ex garista et conoscitore profondo del sito, ci deliziava le trombe di Eustachio narrandoci di tempi passati, et erudendoci sulle prede catturabili in loco, evero.
Intanto scende inesorabile la sera, con il suo mantello nero avvolge ogni cosa, ma non ci intimoriamo, anzi a bendonde galvanizzati che la notte porti seco un brivido, un emozione, un sussulto non ancora provato, l’aere diventa frizzante, ma l’animo infiammato dalla pugna, non ci fa recedere dal nostro intento.
Infatti il nostro amico spigo ferra con decisione, ed ecco si vede una sagoma, una bella tracina vipera questa volta di taglia notevole, viene abilmente slamata, credo di aver visto pochi individui slamare con una cotale sicumera, un pesce di cotanta pericolosità, foto di rito e ci si rituffa nella concentrazione alieutica.
Purtroppo la serata volge al desio, con le seguenti conclusioni, io prede di poco conto tutte rilasciate con cura quasi maniacale, la stessa cosa l’arcigno cdp…. Il buon nettuno non volgea il suo sguardo benevolo verso di noi, il dotto Sergio, soltanto un coppia di mormore di discrete dimensioni, mentre il nostro amico spigolando, concludeva la sfolgorante serata con un discreto carniere ed una tocca veramente da lasciare di sale, poco male alla pro scene.
La passione che ci accomuna ci ha regalato un bene inestimabile, l’amicizia, di un valore incalcolabile, grazie amici di vero cuore.



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Agosto 2004
Blitz a Mortelle (ME)
Mauro Marino alias Kingfish da Messina





ore 18, via per la mia nuova battuta di pesca. Io ed il mio inseparabile amico Fabio neofita dell’arte della pesca, ma che possiede tutti i numeri, ci dirigiamo verso il nostro spot preferito zona mortelle (messina).
Si scarica la macchina, caricata a pressione, e ci dirigiamo verso la spiaggia sì da n’occhiata al mare, si monta tutto e si parte. Quattro canne montate e tutte con esche diverse, bibi, arenicola, coreano (perché no), americano. Tutte con finali diversi che andavano dallo 0,18 al 0,30, ami rigorosamente della gamakatsu, dallo 04 al 14. Dopo appena 10 minuti parte la mia canna, bella botta, ecco che si presenta una discreta mormora di un paio di etti, il tempo di innescare, parte la canna del mio amico, altra bella aiolotta.
Che dirvi, interessante serata J come vedete dalla foto sopra, ci siamo divertiti. Verso le 4 ci decidiamo a malincuore di smontare tutto e tornare a casa, stanchi morti, (ci era finita l’esca).



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Giugno 2004
Pescata a Lipari
Gianfranco Urbani da Messina e Francesca





Finalmente dopo mesi di attesa è giunto il momento. Vado nella mia cara Lipari a farmi, speriamo, qualche bella pescatina…. Armato di canne, mulinelli e con la mia ragazza al seguito, alle ore 21:00 di martedì 01/06/04 mi imbarco sulla nave.

Mercoledì mattina sveglia alle 08:30, abbondante colazione e si parte verso il mio affezionato pontile della Pumex con la speranza che non ci sia la nave che carica pomice (vorrebbe dire ridurre di molto la zona di pesca). Passando con la macchina da sopra tiriamo un bel sospiro di sollievo: nessuna nave e nessun pescatore.

Sistemiamo le canne: 3 lato sud (piombo scorrevole e long arm mt.1,70) con arenicola (filo 0,18 amo 10), bibi (0,30 amo 4) e americano (0,22 amo 7) alla ricerche di mormore, e 2 leggere lato nord con pasturatore e bigattino (filo 0,15 amo 12 – bracciolo lungo mt.3) a caccia di saraghi, occhiate e chi vuol mangiare si accomodi! Tira un fastidioso vento da nord-ovest….

Dopo 30 min. la prima tirata sull’arenicola ed esce fuori una bella mormora da 30 cm. chiaramente tirata su con il guadino (indispensabile!!). Poi è la volta del bibi e viene su un’altra bella mormora come sopra…Dopo un’altra mezz’ora ancora bibi e ancora mormora leggermente più piccola…. Commento della mia ragazza:"Abbiamo a cena mio fratello con la sua ragazza…ne serve un’altra!!". Presto fatto!! Ancora bibi, la mormora è grossa come le prime due, vado a inguadinare ed incredibilmente il retino sfila via dal manico telescopico e va a fondo!!! "porca di quella……" Provo a tirarla fuori di peso e….splash! si slama!!!

Sono le 12:30 e come capita spesso quando perdi un pesce sembra che questo abbia sparso la voce sulla presenza di due truffatori sul pontile che ingannano i pesci nascondendo dentro un succulento bibi un bel Gamakatsu!!

Ormai quasi rassegnati ci dedichiamo ad un fugace pranzo. Vista la calma piatta decido di cambiare

le carte in tavola spostando il deludente americano lato nord. Alle 13:30 abbocca qualcosa sull’arenicola…."E vai! Stasera mangiamo tutti!!". Inizio a raccogliere e dall’altra parte c’è qualcosa che dà testate ed è veramente pesante….mi illudo e vedo affiorare ad ali aperte un bel pesce corvo…."Ma vaff….!!! E così lo porto sul pontile, foto di rito e lo ributto in acqua.

Nel frattempo sento un leggero rumore di frizione del mio Shimano 6000 sulla Miura con il deludente americano. Alzo la canna, sembra arroccata…. ma riesco a raccogliere!! Con non poca fatica lo faccio affiorare dal fondo:"Minchia del luvaro!!!... come lo tiriamo su?? Mi butto in acqua! No aspetta…. il secchio!!! Così lascio la canna alla mia ragazza che abilmente giocando di frizione lo fa stancare e con il secchio legato alla corda e chiaramente pieno d’acqua riusciamo a farlo entrare dentro…Non so come, ma ce l’abbiamo fatta!!! Bellissimo!! Il più bel pesce dopo l’orata di 4 anni fa a Cariati.

Foto a più non posso, poi un altro piccolo luvaro sull’arenicola e alle 16:00 si chiude tutto e si ritorna a casa dopo essersi fermati in un panificio per pesare il luvaro (Kg. 1,520) e dopo aver comprato un nuovo guadino.

Giovedi quando arriviamo sul molo sono le 11:00, stessa sistemazione del giorno prima ma di mormore nemmeno l’ombra!! Stesso vento stesso mare….boh!! Il bigattino invece che ci aveva abbondantemente deluso il giorno prima si è rifatto alla grande. La mia ragazza decide di spostarsi un po’ più verso riva..…e si scatena tirando su dalle 13 alle 15 una leccia stella di 500 gr., una spigola di 450 gr., due occhiate di 400 gr. a testa. Subito mi sposto anch’io e prendo un’altra occhiata XXL da 600 gr. Poi è la volta di un altro pesce corvo (o è lo stesso aspirante suicida di ieri?), questa volta lo tengo…ho voglio di due spaghetti!...qualche altro pesciolino per il sugo della pasta e possiamo salutare il pontile sperando che ci possa dare tante altre soddisfazioni!!



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Giugno 2004
Storia di un amore (Love fishing)
Mauro Marino alias Kingfish da Messina





Un giorno, ancora ragazzetto, alla tenera età di 7 anni, sentii parlare di pesca da un mio vicino di casa; racconti fantastici per le mie orecchie, premetto che nella mia famiglia nessuno pescava (tranne mio nonno che io non ho mai conosciuto) allora chiesi di poter vedere per lo meno come si prendevano questi pesci. Fui subito accontentato, be quasi, perché il tizio (il vicino di casa) mi disse di non avere mulinelli da prestare (a quei tempi non si chiamavano canne ma tutti li chiamavano mulinelli) ma comunque passai 4 ore guardando lui ed il i suoi figli, miei coetanei, pescare. Booooommm miii piacque e mi ero innamorato della PESCA, cazzarola questo si che fu un colpo di fulmine he he he. La prima cosa che mi venne in mente, fu chiedere a mio padre di comprarmi una canna da pesca con relativo mulinello; esito della risposta (che devi fare, è pericoloso, lascia perdere) furono pianti vari e nulla di fatto. Ma cosè il genio??? Be secondo me è una lampadina che si accende quando si deve fare di necessità virtù: procurai una canna di bambù presa in prestito dalla lancia del mio vestito di carnevale da indiano, poi anche una canna che serviva per fare salire le piante rampicanti e le unii con abbondante nastro isolante e colla vinilica, heheh se ci penso, come mulinello un rocchetto di lenza, credo del 15/18, che mio padre teneva nella scatola degli attrezzi, fatto di legno, lo bucai (si spacco dove volevo fare il buco ma ci misi una pezza) ci misi una bella vite un perno nel mezzo e la avvitai nella base della canna, come "passa filo" usai delle componenti del meccano che legai man mano alla canna con del nastro, et voilà la mia canna da pesca fatta in casa! Varie prove in salotto per vedere se reggeva, ok era pronta per l’uso in mare. Restava un problema come si legano gli ami? E come si fanno le parature? Come si innesca il verme? Boooo bene, qui ci vuole un libro, mitica STANDA comprai il suddetto che però parlava di pesca in fiumi, laghi, ecc, ma di mare manco l’ombra, ma, iniziai lo stesso a fare le prove di legatura degli ami e tutto ciò che ne consegue. Arrivata l’estate eccomi pronto, la sera prima ci si organizza, chi va a comprare l’esca chi fa le parature, (IO) ero l’unico che non legava gli ami con il vecchio nodo ad otto . Eccoci si parte tutti sti ragazzini con le canne, ed io con la mia canna alla sampei J (chi starà leggendo sta storiella starà pensando che al primo lancio mi si sarà spaccata in mille pezzi, che mi sarò ficcato in mano una ventina di ami, che avrò lanciato in mare qualche ragazzino, ecc vero?) nulla di tutto questo, ma una semplice FIAT UNO colore cacarella mi prende in pieno e mi fa fare un paio di metri volando!!! Quello della macchina, giustamente, mi dice con fare gentile che cazzo faiiiii penso nella mia testa, io che cacchio faccio?????? Cmq mi alzo da terra mi levo un po’ di polvere, mi rimetto le scarpe che nel frattempo erano volate ognuna per cazzi propri, riprendo la mia canna che non si era fatta nulla (dopo tutto era fatta con tutti i crismi ehhehJ J ) guardo molto male il tipo della uno, e … me ne torno a casa? Ma quando maiiiiiiii riprendo il cammino verso il mare, non prendo una ceppa ma in compenso mi era rimasta la griglia della uno con tanto di marchio fiat, tatuata nelle gambe mai vista una contusione cosi, venuta mia madre a controllarmi, gli racconto tutto mi prende di peso e mi porta al pronto soccorso, nulla di grave solo qualche escoriazione e la bella contusione che fece ridere un paio di infermieri, ecco la mia prima volta, come si dice la prima volta non si scorda mai!!!
P.S. Dopo l’incidente mio padre mi comprò la canna, rossa due pezzi, con, udite udite mulinello daiwa che si ruppe la prima volta che andai a pescare.



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Maggio 2004
Sciroccata amara
Emanuele Lisi da Catania





Venerdì 30 aprile 2004
Una grossa mareggiata di scirocco ha investito il versante ionico della Sicilia cosi nella mia testa inizia a frullare l’idea di spigole e saraghi…..speriamo bene……il giorno prima mi rifornisco di un 1kg di Sardina e130g di verme di Rimini.
Sveglia alle ore 05:00 canne in macchina e via… direzione….Capo Scaletta…..durante il tragitto per Messina ho trovato pioggia fino a Giardini dove al rifornimento della Tamoil ho effettuato una sosta tecnica con mega cornetto e caffè …….
Uscendo allo svincolo di Roccalumera fortunatamente non pioveva ma il tempo minacciava pioggia. Arrivato sul posto scarico l’attrezzatura e scendo in spiaggia il mare ululava con onde giganti da far paura monto di corsa paletti con prolunga e canne ,lancio la prima canna (mad black) con un pater noster con ami del 2 aberdeen,finale del 0,33 seaguar e piramide da 150g innescato con sardina e rimini ,innesco la seconda canna (mad black) con short rovesciato piramide da 150g innescato a sardina ,ma dopo circa 10minuti la prima canna spiomba e la lenza si mette di traverso ,prendo la canna in mano sembrava arroccata ma dopo qualche istante la canna si piega in due, non era uno scoglio ma un pesce di grosse dimensioni che stava attaccato all’altra estremità, dopo un tira e molla con frizione regolata a dovere riesco a intravedere il pesce fra le onde, è una spigola stimata tra i 4 e i 5 kg, riuscire a tirala fuori dal gradino di risacca era impossibile ma ad ‘un tratto non sento piu’ il pesce e lo vedo scodare verso il largo ,ritiro il terminale e pensai si è slamata!
Invece no ha ceduto l’amo , si è rotto nella curva …..un…..aberdeen del 2 gamakatsu………sono rimasto perplesso per alcuni minuti ……anzi per giorni….. ma non mi perdo d’animo e sostituisco braccioli e ami con beck dell’uno, innesco e rilancio , ma nel frattempo vedo la seconda canna sussultare, inizio il recupero dove stavolta riesco a spiaggiare con molta facilita’ un pesce strano ……ma …non credo ai miei occhi ….uno……squalo….un pesce palombo di 2,100kg , ma che ci fa un pesce di questo in spiaggia? Il mare è strano…….Trascorro tutta la mattinata tra inneschi recuperi e dare da mangiare ha un cagnolino che piangeva , era affamato tanto da iniziare a rosicchiare lo spallaccio della mia sacca porta canne ,ma ho avuto la felice idea di dargli da mangiare le teste delle sardine salate e rimasugli di rimini ….. ha divorato tutto e dopo si è sdraiato all’ombra sotto il carrello……

La mia giornata di pesca sta per concludersi con l’amaro in bocca e con il dubbio che il mio amo sia stato difettoso, forse gli aberdeen sono ami per pesciolini da acquario? Ma alle ore 11:30 una delle mie canne (evolu.170) da’ dei sussulti , mi accingo a recuperare un saragozzo di 600g , almeno per oggi piango con un ‘occhio solo………. Ma alle ore 13:30 canne in macchina e via….. rotta verso casa speriamo bene per la prossima mareggiata di scirocco pero stavolta solo beck...



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Febbraio 2004
Patti, fastidioso vento laterale!
Cristian Di Pasquale da Barcellona Pozzo di Gotto





Venerdi’ 27 Febbraio 2004…ormai deluso dalle ultime battute di pesca…chiamo Peppe Bucca intimandogli di seguirmi in serata a Patti…lui senza esitare mi dice “A che ora passi a prendermi?”…bene si comincia…il tempo di comprare 6 euro di bigattino…e prendere le esche stipate fra frigo e freezer…imbocchiamo l’autostrada armati di Bigattino, Muriddu, Cannolicchio e Sarda…l’intenzione era di andare a spigole.

…arrivati nella cittadina…vista l’acqua che pioveva dal cielo…ci abbiamo messo un po’ a decidere dove montare…il destra pontile ci sembrava abbastanza sensato…cominciamo a pasturare con Bigattino e pastura di pesce fa fondo non lontano dalla battigia…10 o 15 metri al massimo…nel frattempo pero’…montiamo altre 2 canne…il Peppe col Cannolicchio ed Io col Muriddu su paternoster con finale del 25…Peppe prende subito una minuscola Murena allamatasi al Cannolicchio…dopo circa 1 ora e mezza senza sentir nulla…in piu’ accarezzati da un fastidiosissimo vento laterale…dico a Peppe…”Io ritiro tutto!”…nell’accingermi a ritirare sento delle testate – era ora! – bene…viene fuori un sarago di 600g esatti (la bilancia elettronica non e’ un optional!)…

…l’entusiasmo ci teneva di nuovo compagnia…allora comincio a ripetere a Peppe se il fratello o il padre dello sfortunato pinnuto fossero ancora in zona…comunque fra un sarcasmo e l’altro dopo essermi appisolato in poltrona vedo la ripartita col Muriddu in bando ed esclamando – caxXO di vento! – viene fuori un sarago di 660gr apparentemente stimato sui 700g.

Peppe mi guarda e dice – E’ la tua serata… - un sogghigno e via di nuovo in pesca…dopo una mezz’oretta Peppe mi annuncia che la frizione della sua canna innescata col Cannolicchio parla…nell’avvicinarmi noto il Bucca diatribbare con l’altro capo della lenza quasi imprecando….visto che non aveva intenzione di desistere…onestamente sembrava anche a me qualcosa di taglia…comunque dopo essersi intanato ed aver distolto Peppe dal voler arrivare sul pontile per portarlo al guadino…viene fuori un n-esimo sarago di circa 500g, dopo un po’ Peppe mi dice che fra qualche ora deve andare a scuola…quindi smontiamo all’una e mezzo per tornare ai nostri ovili, se fossimo rimasti un po’ di piu’ credo che le sorprese non sarebbero mancate, comunque vi assicuro che ci siamo divertiti un mondo…per cui…alla prossima.



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Novembre 2003
Un tranquillo week-end di pesca
Emanuele Velardita da Caltanissetta





Arrivo a casa Venerdì sera.
Trovo ad aspettarmi Giuseppe,l'amico fraterno ed insostituibile di tante pescate,con il viso cupo;il tempo non promette bene,vento e pioggia a più non posso,e non accenna a diminuire....
si sbrigano alcune faccende si prenota l'esca e si ci lascia dicendo che "l'ottimismo è il profumo della vita....",e che quindi non bisogna disperare.

Infatti.....
L'indomani mi sveglio col diluvio universale davanti casa.Piove a dirotto,e tira un vento fortissimo.
Comunque non demordo,sono circa tre mesi che non pesco e non me la sento di rinviare tutto,e poi ci sono i mulinelli nuovi e devono essere provati assolutamente!;per questo come se nulla fosse incomincio i preparativi di rito...confeziono gli shock-leader,i finali gia legati,do uno scrupoloso colpo d'occhio nel cassettone per vedere cosa manca.
Arriva Giuseppe a metà mattinata per andare a prendere l'esca prenotata il giorno prima,e succede l'imprevedibile....un ignoto virus letale uccide tutto il carico e con esso le ultime speranze di fare la battuta.....

Ma non demordiamo...oramai è diventata per entrambi una questione di principio......mano al telefono e gira che ti rigira riusciamo a trovare alcune scatole di americano e di muriddu...poche ma basteranno.
Arriva il momento di partire...considerazioni sulla perturbazione ci portano a scegliere di allontanarci dalle nostre zone,per spostarci verso l'esterno almeno dopo scoglitti.
Nel frattempo acqua e vento ci accompagnano in questa avventura ai confini della realtà....
Si arriva in spiaggia verso le cinque del pomeriggio.Qui troviamo alcuni locali che tentano di pescare e che appena ci vedono montare ci prendono per pazzi....infatti poco dopo vanno via profetizzandoci un sonoro cappotto....ma nessuno sapeva cosa sarebbe successo....
Verso le 20:30 il diluvio si trasforma in pioggerellina"assuppaviddani",il vento arriva caldo a folate intermittenti permettendoci di lanciare negli intervalli,il fondo,prima duro come la pietra,si apre quel poco da permettere ai piramidali da 125 da insabbiarsi.....La situazione non è da pantofole però è da surf vero,e questo è importante.

Mentre do l'ultimo morso al panino,cena della serata,vedo una delle Mirage dare due botte verso il basso per poi rimanere appuzzata con la cima....
butto quello che restava del panino ferro e due testate mi confermano che c'è.....ed è un sarago sugli 800gr,e non sarà il solo.....ma il primo di una pescata memorabile,durata fino alle porte del mattino,che porterà nei secchi di entrambi altri cinque saraghi più o meno della stessa grandezza,alcune mormore di taglia e la Bestia della foto...un sarago dai denti gialli che farà fermare l'ago della bilancia ad 1,500 kg,catturato dal grande Giuseppe!
per un totale di 8 chili di pescato complessivo.

Bhè cosa dire di più???
meno male che l'Ottimismo è il profumo della Vita



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