ARTICOLI
 
Febbraio 2007
La Pastura
Marco Abate da Messina





Principalmente la pastura ha lo scopo di portare e intrattenere i pesci nella zona di pesca, logicamente il suo utilizzo principale si ha nelle gare, ma per ovvi motivi anche un “non garista” adotta questo sistema atto all’incremento delle le catture. Bisogna però rammentare che ogni specie abbisogna di un tipo di pastura diversa, nello specifico tratteremo le 2 principali specie ittiche che popolano le nostre acque con delle linee guida: Sparidae; Mugilidae.
Trattando l’argomento di pasture non da gara, sicuramente potremo trascurare l’acquisto, la preparazione e la composizione di pasture con additvi, aminoacidi, ecc… che invece caratterizzano e sono la forza delle pasture da gara.
L’articolo è stato schematizzo in punti ed in percentuali di utilizzo atte all’ottenimento di pasture da fondo e da superficie che sono quelle più utilizzate e conosciute da tutti i pescatori con le classiche diciture “mare fondo”, “mare superficie”, vi è anche la “mare mezzofondo” che il suo ottenimento è dato dall’unione delle 2 pasture appena menzionate.

INGREDIENTI BASE
Gli ingredienti base delle pasture come tutti sanno si riducono ad uno ed è la sarda macinata, che costituisce solitamente il 85% della pastura. La preparazione è molto semplice, si tritano le sarde (vanno solo asportate le pinne) con un tritacarne elettrico o manuale, in questa operazione è giusto sottolineare le 2 caratteristiche principali di tritato: la prima riguarda le pesca di superficie che prevede un risultato del tritato oserei dire “passato” in quanto il risultato è molto leggero e disgregabile nel primo metro d’acqua; nel secondo utilizzeremo un disco che triti le sarde con un risultato di pezzi di media dimensione, questo sistema permetterà di far arrivare la pastura sul fondo in maniera rapida ed invogliare il pesce nella frenetica ricerca del cibo, lasciando un elevato stato di consistenza e quindi una più lenta disgregazione. Dopo aver tritato le sarde dovremo aggiungere obbligatoriamente del sale marino in modo da poter far durare nel tempo la sarda, solitamente anche questa operazione ha un doppio fine, ovvero l’aggiunta del 15/30% di sale può essere adoperata per la pesca in galla, mentre con l’aggiunta del 40/50% di sale la adotteremo nella pasturazione di fondo, il tutto logicamente dipende dalla profondità e dalle correnti. Le percentuali si devono calcolare sul peso complessivo della sarda.
Altro ingrediente base può essere lo sfarinato, ma data la sua semplicità di lavorazione ecc… tratterò molto poco, infatti in tecniche di pesca dove si utilizzerà il gambero si può agire in maniera diversa, usando come “base” lo sfarinato al gambero oppure dosi di gambero tritate con la percentuale del 25% su ogni kg di pastura; con il pastone si utilizzeranno i soli sfarinati che si trovano in commercio a base di formaggio, magari aggiungendo un 5% di sarda macinata.

INGREDIENTI SECONDARI
In primo luogo ci dovremmo soffermare sulla scelta dello sfarinato da utilizzare, in quanto in commercio ne esistono veramente troppi e di diverse fasce di costo, ma occhio, il prezzo non fa la differenza, infatti solo il test in mare e dopo varie battute di pesca darà il risultato.
Gli sfarinati in commercio si dividono in 3 tipi (come del resto la pastura) fondo, mezzofondo e superficiale, ma io tratterò solo fondo e superficie, dato che con appositi “trucchi” si può ottenere una pastura da mezzofondo senza impazzire su un acquisto mirato, per esempio mescolare gli sfarinati fondo e superficie e mescolare magari cercando di creare un idoneo compromesso per l’ottenimento della consistenza voluta con l’aggiunta di "ingredienti particolari" grassi ecc..
La composizione degli sfarinati è molto varia (come penso diverse persone sapranno), invece la struttura granulare si può dividere in 2, ovvero, nelle pasture di fondo è grossa mentre in quelle di superficie è fine, ovviamente le differenze si avvertono al tatto, queste peculiarità consentono di dare più o meno consistenza.
Solitamente la percentuale da me utilizzata è del 10% (se non utilizzo il seguente punto “ingredienti particolari”) sia nella fondo che nella superficie.

INGREDIENTI PARTICOLARI
Per questi ingredienti si potrebbe parlare per ore ed ore… ma vi do alcune piccolissime dritte. I sotto elencati alle volte mescolati tra di loro, vanno utilizzati nella dose del 5%, tenete presente che sono stati PERSONALMENTE utilizzati e anche se vi sembreranno strani, mi darete ragione molto presto…e chissà in futuro darò altre notizie…
Olio di fegato di merluzzo: ogni chilo di sarda macinata 10 ml.
Biscotti: tutti i tipi di biscotti esistenti in commercio (con differenza degli impasti che possono essere più o meno ricchi di grassi e quindi per capirci più o meno “pesanti”)
Purè in “fiocchi”: caratteristica aggregante, grasso.
Farina di Mais: occhio alle quantità perché è un elemento molto aggregante, “pesante”, grasso.
Farina di Arachidi: conosciuta da tutti e da me usata da diversi anni nella pesca di superficie, dalla caratteristica primaria di disgregante.
Latte in polvere: caratteristica aggregante, aromatizzante.
Aromatizzanti: solitamente usati nelle acque interne ma provate quelli al biscotto, anice, vaniglia
Coloranti: solitamente usati nelle acque interne (visti su Caccia e Pesca) secondo me possono anche essere utilizzati in mare, tutto dipende dalla colorazione del fondale e quindi più chiaro – bianco, più scuro – nero, solo con sfarinati. Ho provato solo il nero con un discreto risultato pescando a muggini.
Olio di sarde: solo con pasture a base di sfarinati.

LAVORAZIONE DELLA PASTURA
Essenziale sicuramente è l’aggiunta dell’acqua o meglio il risultato dell’impasto che si deve ottenere, in quanto è proprio questo che giova alla riuscita della battuta di pesca.
La consistenza delle palle sicuramente dovrà essere fatta in base al fondale, alla corrente e alla profondità della pescata. In linee di massima si agisce in 2 fasi, la prima fase è di “fare il fondo” (parole sentite da milioni di anni…) cioè lanciare grosse palle (poco più piccole di una pallina da tennis) per circa i primi 10 minuti, a distanza di 1 minuto, le palle dovranno essere molto compatte, magari “impastate” 2 o 3 volte, la seconda fase è il tenere il pesce sotto, che praticamente è caratterizzata da il lancio di palle in maniera costante (poco più piccole di un mandarino) per tutto l’arco della pesca, in questa fase è primario stabilire la consistenza della palla, in quanto deve disgregarsi dopo pochi minuti.
La preparazione della pastura per la superficie è molto semplice, dovete ottenere un impasto che al contatto con l'acqua si dissolva creando la classica nuvoletta e che scenda per quasi un metro.

Vi rammento inoltre che vi ho descritto le caratteristiche base per l’ottenimento di un brumeggio da poter adottare come “master”, adesso spetta a voi la personalizzazione.



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2/05/17 10:00

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