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Maggio 2008 Teresa Romeo da Messina
Il tonno
Tonno
Specie: Thunnus thynnus (Linnaeus, 1758)
Famiglia: Sgomberoidae
Nome italiano: tonno rosso; inglese: bluefin tuna

Il tonno rosso è una specie pelagica migratoria che per le sue elevate capacità natatorie e il suo sistema termoregolativo interno riesce a compiere ampi spostamenti con grandi escursioni di temperature. E’ una specie gregaria soprattutto durante la fase riproduttiva dove forma grossi banchi denominati “schoools” che in gergo marinaresco siciliano vengono dette “cabinate”. Sembra che il tirreno meridionale sia la principale area riproduttiva del tonno in Mediterraneo, ma i cambiamenti climatici, l’andamento delle correnti, lo sfruttamento eccessivo della risorsa in crescente aumento negli ultimi anni e altri fattori ancora poco noti hanno provocato dei cambiamenti nella distribuzione della risorsa. Il periodo riproduttivo del tonno è compreso tra maggio e luglio, le uova vengono emesse in superficie sopra i termoclino, per cui in questi periodi è facile trovare a galla i grossi banchi. Anche allo stadio giovanile è gregario, e vive in mare aperto. Spesso si associa a corpi galleggianti quali i cannizzi utilizzati per la pesca di giovani lampughe, anche se non vive strettamente associato, ma si mantiene ad una cerata distanza e profondità. Ha un elevatissimo tasso di crescita raggiungendo in 6 mesi di vita 2,5 kg di peso ed è un vorace predatore. La gestione della risorsa tonno sia nazionale che internazionale è data all’ICCAT (International Commission Conservation Atlantic Tunas) che ha imposto delle quote pescabili alla flotta europea. La crescente richiesta da parte del mercato giapponese di tonno rosso ingrassato ha portato ad un intensificazione dell’attività delle tonnare volanti che utilizzano tecnologie sofisticate quali sonar e aerei per gli avvistamenti per catturare grosse quantità da ingrassare in gabbie. Gli sbarramenti al percorso dei grossi tonni oggi hanno portato anche alla sua scomparsa allo stadio adulto dallo Stretto di Messina, ove fino a 10 anni fa, , utilizzando la tecnica del “camio” venivano pescati con la lenza tonni di dimensioni comprese tra 80 e 200 kg.
L’eccessivo sfruttamento della specie ha portato a restrittive misure di gestione per garantire la conservazione dello stock per cui oggi la taglia pescabile si è innalzata passando da 10 kg a 25 kg, che è la taglia di maturità della specie in Mediterraneo. La tutela dei giovanili è il presupposto principale per garantire la sopravvivenza dello stock di tonno.
 
Novembre 2007 Teresa Romeo da Messina
La Lampuga
Lampuga
Specie: Coryphaena hippurus (Linneo, 1758)
Famiglia: Coryphaenidae
Nome italiano: lampuga; inglese: dolphin-fish

La lampuga è una specie migratoria ampiamente distribuita in tutto il Mediterraneo. Negli stadi giovanili è un specie gregaria che predilige vivere sotto zone di ombra. Questo suo comportamento ha portato allo sviluppo di un’attività di pesca che utilizza i cannizzi (foglie di palma intrecciate) per creare zone d’ombra ove poter pescare grandi quantità di pesci con reti a circuizione (ciancioli) o con lenze. Gli antichi pescatori cercavano in mare tronchi di albero o altri corpi galleggianti per trovare questi pesci. E’ una specie ad elevato tasso di crescita, i piccoli nascono tra giugno e luglio e raggiungono in 6 mesi anche 2 kg di peso e raggiungono già la maturità sessuale. Gli adulti vengono pescati occasionalmente con palangari, è possibile incontrali in superficie in piccoli gruppi (da 2 a 20 pesci) di dimensioni comprese tra 3 kg a 15 kg nei mesi di maggio-luglio, periodi in cui emettono le uova, in mare aperto. Si tratta delle denominate “caponesse”, che in realtà non sono lampughe di sesso femminile, ma lampughe adulte sia maschi che femmine. Allo stadio adulto presentano dimorfismo sessuale, cioè è possibile distinguere il maschio dalla femmina perché presenta una testa prominente a forma di cresta. Sono predatori carnivori e nella loro dieta sono presenti numerose pesci e cefalopodi.
 
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